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La marcia degli Extraterrestri

Per capire basta vederli uscire dalla catena di montaggio: su una linea i bianchi, sull’altra i neri. Procedono compatti, inarrestabili. Hanno un lato del corpo e della testa coperto dalla scocca lucente, l’altra metà ha nervi, cip ed elettroni scoperti! Se l’antropomorfismo delle vecchie Espresso e Cappuccino Lavazza era rivolto al tallone, quello delle nuove ECL 101 ed EP Maxi 1050 Dual, va dritto alla testa. Teste d’uovo, robotiche ed efficienti, che ricordano i guerrieri di “Guerre Stellari”. Per incontrare questi marziani siamo andati, sempre introdotti dall’ingegnere Fantinato, a visitare uno stabilimento niente affatto orientale, anzi 100% brianzolo. Fondata nel 1952 la IMPER (Industria Materie Plastiche e Resine) di Garbagnate è oggi guidata da Gaetano Pagano, imprenditore di lungo corso che definire entusiasta del proprio lavoro/progetto è dire poco. Con 252 presse per lo stampaggio delle materie plastiche la IMPER è uno dei più grandi stabilimenti europei del settore. Qui si progettano e si producono componenti per le industrie dell’auto, degli elettrodomestici, della domotica e dell’arredo. Qui dal 2008, grazie a un accordo di partnership si producono tre nuove macchine del sistema Espresso Point: le ECL 101, la EP MAXI 1050 Dual e la nuova Lavazza in Black, di cui parleremo subito dopo, concesse in esclusiva al distributore NIMS, tranne la EP Maxi 1050 Dual. Dice Alberto Fantinato: ”Grazie anche all’impegno di IMPER siamo riusciti a garantire e gestire efficentemente tutto il processo in Italia. In soli due anni abbiamo raggiunto una notevole performance, superando un totale di 200.000 macchine prodotte.” Grazie all’esperienza e alle sinergie di Gaetano Pagano, proprietario anche di un’azienda del settore medicale e di una metallurgica, la IMPER lavora polimeri di alta qualità, forniti da General Electric, che conferiscono al policarbonato aspetto e prestazioni speciali. Inoltre alle scocche di plastica è possibile applicare un innovativo trattamento detto “sputtering”, che permette di rivestirle con un micro strato di metallo, come ci spiega lo stesso Pagano: “Il rivestimento metallico si ottiene tramite trasferimento di elettroni in un ambiente sotto vuoto quasi assoluto, dove opera un campo magnetico a bassa frequenza.” Dalle sperimentazioni sono nati degli esemplari, al momento unici, rivestiti interamente con finiture oro e argento. Guardandoli di fronte o di lato, col gioco dell’acqua nel serbatoio fumè e i mille riflessi delle luci circostanti sulle teste ovali, assomigliano davvero agli ammiragli della grande flotta spaziale Espresso! Progettate dall’agenzia di design MR&D Institute di Gallarate, e in particolare dal designer Gianluca Nigro la ECL 101 del 2008 e la EP Maxi 1050 Dual del 2009 usano entrambe la capsula bidose, ma differiscono per il sistema di erogazione e per il tasto, che nella Dual è appunto doppio, con l’icona della tazza piccola per l’espresso e quella della tazza grande per il caffè con filtro senza crema, molto gradito nei paesi nordici. Investite del difficile compito di sostituire gradualmente le poderose ECL originarie (diventate insostenibili da produrre per via dei materiali e dei componenti invecchiati), queste nuove macchine conservano delle vecchie la medesima inclinazione a “L” e sono state fin da subito molto apprezzate dal pubblico. Bianco e Nero. Argento e Oro. Design, fashion e sapore 100% Italian style.

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